07 aprile 2006

 

C'è da fidarsi?

La prima volta degli italiani all'estero è terminata ieri alle 16 in punto, quando è stata effettuata l'ultima raccolta delle schede elettorali inviate al Consolato. Secondo indiscrezioni, a Toronto avrebbe votato il 35-36 per cento degli aventi diritto, un dato molto vicino a quello che era stato registrato durante la consultazione referendaria del 2003. I numeri dell'Ontario sarebbero in linea con la media nazionale, che, secondo la Farnesina, si attesta intorno al 38 per cento. Ma la situazione è in costante movimento, non c'è ancora un conteggio definitivo delle schede. Bocche cucite nei vari consolati. Così, per assurdo, l'unico sistema per ottenere qualche riscontro attendibile è rivolgersi al ministero degli Esteri di Roma. Pochi gli elementi certi sino a questo momento. A Toronto sarebbero state raccolte circa 20mila schede, a Montreal la cifra si aggira intorno alle 15mila. Il totale canadese arriva a 40mila sommando anche quelle di Vancouver. Negli Stati Uniti avrebbero votato circa 70mila italo-americani (avrebbe partecipato alla consultazione il 31 per cento degli aventi diritto). I candidati di Toronto aspettano notizie ufficiali. E, nel frattempo, si dichiarano tutti vincitori. C'è da fidarsi? Ma soprattutto è utile il voto di chi vive da decenni all'estero?

Ad lib


(fonte: Corriere Canadese)

Commenti:
Guarda che non tutti quelli che vivono all'estero ci stanno da anni... io sono in Inghilterra solo da sei mesi e perche' non avrei dovuto votare? Nel cuore c'e' la sempre la speranza di tornare che potrebbe avverarsi domani, tra sei mesi o tra dieci anni... e secondo te non ho diritto di contribuire alla scelta di che Italia trovero' al mio rientro?
 
Giustissimo quello che dice Anonymous. Almeno la parte sul ritorno in Italia. Perché da quanto tempo uno viva all'estero è irrilevante.

Io ad Amsterdam ci vivo da vent'anni e non per questo mi sono trasformata in cavallona bionda testa-di-formaggio. Né tantomeno ho intenzione di rinunciare a dire la mia su quello che è TUTTORA il mio paese (non per niente ho ancora il passaporto italiano). Che uno viva all'estero non vuol dire che voglia essere tagliato fuori e che, per esempio, non abbia più l'esigenza di fare tutto il possibile per evitare che venga nuovamente votato, tanto per non fare nomi, Berlusconi. Ciao, Nicoletta.
 
P.S. E tra parentesi, non puoi immaginare quanto piacere possa avermi fatto poter votare per posta attraverso il consolato. Anche se le liste facevano un po' pena. Se avessi potuto avrei votato Wladimir Luxuria, ma non era in lista...
 
Avendo vissuto per tredici lunghi anni all'estero e avendo ricoperto un ruolo importante in seno alla comunità italiana del paese che mi ha ospitato, posso dire di parlare con cognizione di causa. Secondo voi è giusto che la mia ex moglie, e come lei centinaia di migliaia di persone, solo perchè in possesso di passaporto italiano e non conoscendo neanche la nostra lingua, possa condizionare, con un voto che per lei non significa assolutamete nulla, la vita di milioni di persone che vivono e lottano in Italia?

Io non sono d'accordo!
 
Dubito che ci siano "centinaia di migliaia di persone" aventi diritto di voto e che con l'Italia hanno poco o niente a che fare. Invece ce ne sono circa 3 milioni che, come me, hanno scelto di vivere fuori del loro paese. E che restano cittadini di tale paese anche se residenti all'estero. Che poi la legge sia uguale per tutti e che quindi possano votare anche persone poco interessate alla situazione dell'Italia è un fatto. Però sinceramente dubito che si prendano la briga di farlo. E poi se hanno il passaporto italiano sono di diritto anche loro cittadini italiani e quindi aventi diritto al voto. Può non piacerti, però è la legge.
 
Posta un commento

Links to this post:

Crea un link



<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?

IMPORTANTE: Cucina & Ironia viene aggiornato senza alcuna periodicità, non rappresenta pertanto una testata giornalistica. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a cibitalia@cibitalia.com, verranno immediatamente rimosse.