17 aprile 2004

 

Bravo Giorgio Bravo Germano

LO SHOW DEL DOLORE
Giorgio Trono

Cosa spinge i parenti di un ostaggio a farsi intervistare da ogni televisione? Perché la madre di una bambina di due anni seviziata e barbaramente uccisa decide di concedersi alle telecamere? Per quale motivo siamo arrivati all'equazione un morto=dieci familiari in tv? Esiste ancora una dimensione privata del dolore? Oppure il dolore è reale solo se è manifestato a La Vita in diretta? Sono più riprorevoli i giornalisti che chiedono "Cosa prova in questo momento?" o la madre, la sorella, il figlio che rispondono?

E noi che assistiamo?

LO SHOW DEL DOLORE /2
da Germano Paciocco

E noi che assistiamo possiamo cambiare canale, ma non credo che farlo migliori di molto la situazione. L'unica sarebbe spegnere, ma non equivarrebbe forse ad arrendersi e rimanere così "tagliati fuori"? Io sto con il sigor Trono. Non me la prendo con i giornalisti, che fanno solo (forse male) il loro lavoro, ma non riesco proprio a capire perché una persona che ha avuto tragedie simili in famiglia, all'avvicinarsi di un giornalista che chiede cose tipo "cosa si prova?", non gli sfasci una sedia sulla testa. A me sembrerebbe un comportamento normale.

da Claudio Sabelli Fioretti


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