16 febbraio 2004

 

Cibo, UE, Vino e...

C.P.
E' polemica a Bruxelles per la mancata divulgazione di uno studio sui rischi che corrono i bambini quando si trovano tra le mani determinati cibi accompagnati da gadget. Lo scrive Repubblica di oggi che parla di forti pressioni da parte delle lobby alimentari per evitare una pubblicita' negativa alle loro promozioni.
Intanto in Italia, in un ampio servizio dell'inserto di Repubblica, "Economia" , si parla della crisi che ha investito il mondo del vino! "Per il vino italiano la sbornia e' finita". questo è il titolo del servizio che vede gli interventi di Delfina Rattazzi e Carlo Cambi. Secondo il quotidiano, le cantine stanno facendo i conti con la crisi economica e con i consumi che sarebbero in forte calo. Mentre esplode la concorrenza con i nuovi mondi enologici.
Porco Giuda, sono stato profeta in Patria!

Riporto il post del 25/09/03

25.9.03
Posted 15:25 by Pasquale
Eh, eh, eh...Non voglio fare il profeta in patria però, qualche mese fa, sul forum di Cibitalia, avevo detto, Silvia aveva replicato sperando invano in un ping pong con gli addetti ai lavori e non, che bisogna darsi una regolata con i prezzi e di scendere con i piedi in terra. L'era delle poesie è finita. Cliccate qui, tutti voi che non avete seguito: , ora mi accorgo, casualmente, proprio perchè credo in quel che dico e non acquisto guide, pagelle e fesserie varie, che uno dei più autorevoli giornalisti del settore, ed io lo sostengo da tempo, Daniele Cernilli, in un editoriale del Gambero Rosso di Giugno 03 dice, e riporto il testo per intero:
"Negli ultimi tempi me la sono presa parecchio con i produttori di vino, responsabili a mio parere di avere, chi più chi meno, portato il prezzo dei loro prodotti su livelli insostenibili per la maggior parte degli appassionati. il tutto perchè, con la'pertuta di nuovi mercati, la domanda è stata tale da indurre parecchi vitivinicoltori a sfruttare il momento d'oro per portare a casa quanto più danaro possibile. E' vero, ci sono stati anche quelli che hanno investito molto, che hanno acquistato vigneti, che hanno ristrutturato cantine. Ma questo non giustifica il fatto di voler rientrare, in un paio d'anni, dei soldi spesi, aumentando in modo esponenziale i prezzi. Però, se volgiamo essere giusti fino in fondo, non sono solo loro i colpevolidegli aumenti. Come la mettiamo, infatti, con quei ristoratori che ricaricano dalle tre alle quattro volte i prezzi dei vini? E con quegli enotecai che li raddoppiano? Come spiegare a tutti voi lettori, che certi distributori contingentano alcuni vini molto gettonati e ne condizionano la vendita al fatto di dover acquistare molti altri prodotti che sono molto meno interessanti e ben più difficilmente commerciabili? Aggiunge Cernilli che trattasi di miopie commerciali, speculazioni e ipocrisia citando anche Beppe Severgnini che in un articolo sul Corsera parla di "Talebani del Vino". Signori miei tutto questo è riconducibile anche al mondo degli "Alimentari". Ricordiamoci, conclude Cernilli, speculare vuol dire anche osservare, almeno in latino. Torniamo al significato classico del termine e diamoci tutti una regolata.

Facciamolo in fretta perchè il Titanic sta affondando.



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